Lanciare un festival in questi anni potrebbe sembrare una follia, una cosa in antitesi con questi tempi, un'attività talmente improbabile da sembrare solo il racconto di un passato che non sarebbe potuto tornare. Eppure lo abbiamo fatto. Eccome.

E quando ne cerchi le ragioni e i motivi scopri che al di là delle idee, delle capacità e delle potenzialità quello che ce lo ha permesso è stata la cosa più semplice: crederci, con entusiasmo condito con un po' di incoscienza, e coinvolgere tutti, dire che lo avremmo fatto quando mancava ancora la copertura economica, le autorizzazioni, il tempo per mettere insieme tutti i pezzi. Ma essere sicuri che avremmo trovato tutto.

E trovare dall'altra parte persone, enti, istituzioni ed aziende che non riuscivano a dirti di no, che capivano che non potevano non esserci e che la loro parte, piccola o grande, sarebbe state importante. E ne erano convinti.

Ecco, questa è la magia che ha scatenato la nostra Moon Deena, una cosa bella da fare che bisognava fare e basta, una cosa che avrebbe fatto bene a tutti e che doveva essere fatta bene, da tutti e per tutti.

E allora via, a testa bassa, superando mille difficoltà, ostacoli e pressioni, ma nello stesso tempo trovando soluzioni, appoggi e contatti che ci avrebbero aiutato a costruire dal nulla una grande festa, pulita, ordinata, gioiosa. E nostra, tutta nostra. Si, perché non è un format che abbiamo preso da altri, ma lo abbiamo inventato e costruito da zero, in tante riunioni intorno a un tavolo di una casa in centro città, dove l'idea iniziale di una serata danzante poco per volta è diventata una tre giorni di eventi ininterrotti, dove ballare in una corte una sera d'estate è diventato ballare su una bellissima e grandissima pista da ballo sotto ad un palco dove suonano orchestre dal vivo, e dove tutt'intorno abbiamo costruito una giostra di attività, eventi e allestimenti a tema e coordinati fra di loro. Per tutti, con tutti.

E' così che dopo un casuale incontro una mattina davanti al bar dove far colazione un gruppo di 5 sgambettati amanti del boogie si mettono insieme ad un vecchio mestierante dell'organizzazione di eventi e fanno nascere e crescere questo festival, che da subito strega un'intera città e da subito però esce anche dai confini della stessa, che per 3 giorni si lascia travestire, e con trucco parrucco ed eleganti scarpette bicolori impazza a ritmo di swing. Il vecchio mestierante recupera lo spirito del festival con il quale si è fatto le ossa, chiama nella squadra che sta costruendo amici che con lui hanno condiviso ai tempi quella straordinaria esperienza che è ancora nel cuore di tutti, insieme a nuovi collaboratori e fornitori agganciati negli anni successivi, e i 5 sgambettati mentre gestiscono la loro neonata scuola di ballo radunano più di 100 volontari a prestare servizio per le tante attività che sono da gestire. Perchè se ancora non si fosse capito questo festival è fatto da tanti amici, vecchi e nuovi, in uno spirito collettivo di unione non solo di gambe sincronizzate ma di braccia lavoranti, perché se vogliamo rendere omaggio ed onore al lindy hop, social dance per volontà del suo ambasciatore, questo dobbiamo fare e questo ci deve animare. E il vecchio mestierante ora è più stanco dei giovani sgambettati, ma solo perché è più vecchio, e si è stupito ed emozionato come loro, perché in questo mestiere ogni volta è sempre la prima, o perlomeno lui la vive così, ed ha come loro stampato indelebile il comune marchio di fabbrica, il sorriso sulle labbra, che è stato contagioso ed è la cosa più bella e che si è notata di più nei 3 giorni di festival ma non solo.

Ma 3 soli giorni non ci bastano, per cui mentre già si pensa alla prossima edizione si costruisce il “brand Moon Deena”, quello che vuole fare da cappello ad eventi ed attività che facciano rivivere la Novara di quegli anni, da un punto di vista sociale, culturale, ricreativo, commerciale e di vita quotidiana, coinvolgendo tutti quelli che vorranno aderire a questo progetto, che ancora sono in città o che sono emigrati altrove, come chi nel 1860 ha inventato un famoso aperitivo nel Caffè dell'Amicizia all'Angolo delle Ore ...chissà se arriveremo anche a lui.

Grazie a tutti, speriamo di saper sempre ricambiare quell'enorme affetto che abbiamo ricevuto e per il quale siamo sinceramente commossi ed eternamente grati, e lunga vita alla nostra mondina pin up, simbolo di faticoso lavoro ma anche di spensierata festa ballando sull'aia di una corte.


Massimo